venerdì 9 ottobre 2015

60 passi

É  passato volando altro mese e mi sono ritrovata in autunno con glii alberi che perdono le foglie ed io che inseguo i  giorni tentando di raggiungerli.
Di passi ne ho percorsi ancora 30. La costanza e la tenecia per ora mi accompagnano ma so che dietro l'angolo si può trovare l 'incostanza e la volubilità
Io non mollo e racconto questo altro pezzo di viaggio.
Questo mese i primi 7 passi li ho fatti dentro la vita di tutti i giorni tra bilance,famiglia e rientri a casa.Concentrandomi sul momento presente e cercando di trovare anche nei quattro elementi un pò di ispirazione.

Gli altri 7 passi li ho percorsi con qualcuno,con la mia piccolina e con la certezza di avere il suo sguardo puntato su me e poi ho camminato dentro la scuola pubblica da genitore e con altri genitori per provare a farla la scuola e non solo a subirla.



E poi ho camminato ancora 7 passi tra natura,fiori e cielo. Cercando di trovare negli ostacoli un pò di forza e lontano dalla frenesia un pò di pace.





E poi ancora avanti di 7 passi nei ricordi di me bambina,nel passato a cui rendere grazia e nei libri che da sempre amo e vivo.
Il tempo ormai lo misuro in passi è un appuntamento fisso con me a cui non voglio mancare sono il tempo della riflessione che da mesi avevo scambiato con la sospensione.
"It's a beautiful day Sky falls,you feel like It's a beautiful day Don't let it get away"
Beautiful day - U2



mercoledì 9 settembre 2015

30 passi

Oggi ho compiuto il mio trentesimo passo e mi stupisco per la costanza che ho usato fin'ora con questo lavoro. Ma cosa sto facendo praticamente? Che lavoro è? Cosa diventerà?
Il lavoro che sto facendo è quello di appuntarmi ogni giorno una riflessione,di tenere gli occhi e la mente spalancata e osservare la direzione che prendo.
Devo ringraziare Claudia per questa grande opportunità perché il suo invito mi ha risuonato dentro e ho iniziato a compiere i miei passi.
La prima settimana si può sintetizzare così tra fatica e femminilità entro in contatto con il mio fisico.
Ho cercato di partire da me, dalla me più tangibile e concreta e grazie allo sforzo di piacermi ed ascoltarmi sono andata 7 passi avanti.
La seconda settimana sono passata attraverso le emozioni provate ed ho cercato di illuminarle con  la preghiera e la riflessione, consolandomi grazie alla bellezza dei miei figli.
La terza settimana grazie ad un viaggio che mi ha portato al mare mi sono lasciata suggestionare dalla spiaggia e da lì ho lasciato scaturire pensieri e parole. Nel mare io trovo un po' la mia casa e la mia culla, li i pensieri vengono liberi e come le onde scorrono lasciano l 'impronta e se ne vanno.
La quarta settimana é disordinata senza un fil rouge che collega; i pensieri escono e io li acchiappo,li osservo e me ne nutro. La creatività e la riflessione sono cibo per la mia mente e la mia coscienza. Sento di aver  piantato dei semi e  attendo di osservare l'albero che crescerà.
Ecco la mia strada in questi 30 giorni é stata così dolce,ondulata,dissestata e mai asfaltata...ho percorso strade secondarie,sterrate e polverose...con questi resti addosso ricomincio il mio passo.

"Non sto piangendo sui tempi andati 
o sul passato e le solite storie 
perché è stupido fare casino 
su un ricordo o su qualche canzone 
non voltarti ti prego 
nessun rimpianto per quello che è stato 
che le stelle ti guidino sempre 
e la strada ti porti lontano"
Modena city ramblers- La strada 



martedì 11 agosto 2015

E alla fine arrivo anch'io

Sono passati mesi in cui ho rincorso la mia vita e sono stata travolta da quella degli altri.
Mesi in cui la mia necessità era staccare il cervello,annullare i pensieri e concentrarmi sul niente.
Mesi dove ho investito sui miei figli tutti e tre ancora con una grande necessità della mia presenza.
Mesi dove ho ascoltato amiche e amici e cercato insieme di alleviare insieme la loro sofferenza o di portarmi via un po' dei loro dispiaceri.
Mesi dove ho cercato di dare ai miei amici un po' della mia di sofferenza e portarmi a casa un po' di conforto.
Mesi dove l'organizzazione familiare era il fulcro dei discorsi con mio marito.
Mesi dove tramite messaggio comunicavo con mio marito.
Mesi di corsa con il tempo e contro il tempo.
Mesi di lavoro intenso dove spesso ho mischiato cuore e mente e fatto dei pasticci.
Mesi e mesi e mesi ...... Poi sono arrivate le vacanze e ho cominciato a respirare a mettere in contatto pancia e mente.
Poi siamo rientrati nella quotidianità ma io non ero più quella di prima, avevo bisogno di spazi per me e per ricominciare a sentirmi.
Ho iniziato dallo spazio fisico grazie  ad un libro ho liberato,buttato, sistemato....sono entrata in contatto con la Demetra che c'è in me e ho ritrovato le forze.
Grazie al mio lavoro ho partecipato ad una formazione che mi ha messo molto in contatto con me stessa e ha aperto finestre e frantumato specchi.
Grazie a mio marito che puntuale mi segnala i miei cambiamenti chiedendomi sempre conto e non ho soprasseduto per troppo tempo sul' uscio di una situazione.
Grazie ai miei figli che fanno risuonare in me campanelli sconosciuti mi sono risvegliata dal torpore.
Grazie alla pratica spirituale che non ho mai abbandonato mi sono ricordata che se non avanzo sicuramente retrocedo.
Oggi parto per un viaggio,ma non da sola. Raccolgo una sfida e giornalmente provo a capire dove devo indirizzare la bussola e che viaggio voglio fare.
Sinceramente nemmeno io so che cosa esattamente sto facendo,ma una parte di me ha mollato gli ormeggi e in punta di piedi é salpata.


"Liberi com'eravamo ieri
Dei centrimetri di libri sotto i piedi
Per tirare la maniglia della porta
E andare fuori".
Giudizi universali- Samuele Bersani

domenica 3 maggio 2015

ALLA FINE HO DETTO SI

E' passato più di un mese dall'uragano matrimonio e ora che sono riuscita a lasciar sedimentare emozioni e pensieri scrivo.
Il 21 Marzo è stata una giornata importante dove circondati dai miei figli, dai miei familiari e da tanti amici, abbiamo spiegato perché ci amiamo e abbiamo detto che ci ameremo per sempre.
Io della festa ricordo i sorrisi e le lacrime, i baci e i visi di chi insieme a noi ha deciso di festeggiare.
La nostra festa è stata una bella festa piena di divertimento e musica, ma anche di momenti di riflessione e spiritualità. La spiritualità sposandosi in Comune non era cosa scontata, ma noi ci tenevamo alla cerimonia e abbiamo creato un bel momento dove oltre ai ringraziamenti c'erano pensieri spirituali e ricchi di sentimenti.
Ecco cosa mi è piaciuto del mio matrimonio  questo elogio all'amore in un tempo dove l'amore è spesso calpestato e maltrattato. Noi volevamo questo che tutto il nostro amore fosse messo in circolo come dice Ligabue, e questa è stata la canzone con cui si è conclusa la nostra splendida cerimonia.
Poi per non far si che le nostre fossero solo parole abbiamo deciso di spendere i nostri soldi per le bomboniere per finanziare un progetto sociale nel quale crediamo e per dimostrare che anche ci a volte ci sembra così lontano e strano da noi alla fine è ricco di insegnamenti da dare e che anche con un piccolo aiuto si può fare molto.
Ecco il pensiero con cui abbiamo lasciato i nostri ospiti che racchiude lo spirito del nostro matrimonio.
" Quello che oggi volevamo festeggiare non è solo la nostra storia d’amore.
In questo mondo sempre così velato dalla cattiveria e dal male, oggi noi volevamo dimostrare  l’altra faccia del mondo:
quella che crede e spera, quella che sogna e crea, quella che vuole libertà e uguaglianza per tutti.
VOGLIAMO RINGRAZIARE OGNUNO DI VOI CHE CON LA SUA STORIA E IL SUO ESEMPIO CI HA FATTO CRESCERE E SPERARE.
UN PEZZETTO DI NOI E’ SICURAMENTE MERITO VOSTRO.
SIETE LA NOSTRA GRANDE FAMIGLIA."

Alla fine ho detto si all'uomo che con me condivide questi pensieri e insieme abbiamo detto si al desiderio di cambiare e di portare un po' di positività in giro.

giovedì 12 marzo 2015

Pensieri disordinati

In questo assolatissimo pomeriggio con le nozze alle porte e la stanchezza che incombe, ho deciso di raccogliere pensieri che sono ingarbugliati dentro me.
Capitano quei periodi in cui mi sento in una ragnatela di fili di lana colorata con il desiderio di liberarmi ma con la certezza che ogni mio movimento possa rompere un filo,un pensiero....allora un po' mi crogiolo nel mezzo della ragnatela.
Alcune preoccupazioni di questo momento riguardano i miei nani, ormai entrati nella prima elementare con tutte le difficoltà e le fragilità che li accompagnano. Io non mi sento un buon capitano su questa nave e spesso mi sento in balia delle tempeste.
Loro ci provano e si impegnano non sempre allo stesso modo e a volte con tempi biblici ed io misuro la soglia della mia pazienza.
Mi domando se è giusta tutta questa fatica da parte di entrambi, se veramente i pianti e i capricci sono indispensabili e se le mie grida e i miei sbuffi porteranno a qualcosa.
Penso a come mi piacerebbe che sia l apprendimento e sento che alla fine non è tutto così.
Penso che a volte la ragnatela mi faccia vedere solo ciò che più mi infastidisce e non tutto ciò che c'è in mezzo a questa fatica.
Io provo sempre a stimolare la loro curiosità e a proporgli cose diverse per imparare: gite nel bosco e anche gite al supermercato, fiabe sussurrate nel letto e cartoni alla tv, giochi chiassosi con gli amici e momenti di noia silenziosa, casa piena di gente e casa piena solo di noi.
E poi il disordine quello che regna spesso in camera loro e lasciano sostare lì e l ordine che chiedono nello sparecchio e apparecchio della tavola.
I pensieri sparsi sono questi e poi l ansia che accomuna tutta la famiglia per il matrimonio alle porte.
Felice della scelta e del fatto che i miei figli siano lì con me.
Riordino pensieri e mi preparo.

lunedì 19 gennaio 2015

IL TELEGIORNALE NEMICO AMICO

In queste ultime settimane nel nostro paese e fuori sono successe cose molto importanti.
In casa nostra prima di cena si guarda il telegiornale e spesso anche i nani ascoltano le notizie e fanno domande. Ci sono persone che si sono permesse di giudicare inappropriato il telegiornale per bambini piccoli e che mi hanno suggerito di non guardarlo quando ci sono loro in giro per casa.
Quando le notizie parlano di drammi familiari ovviamente giro, ma quando le notizie possono essere spunto di riflessioni e non credano feriscano o spaventino particolarmente i bambini io non spengo.
Non spengo perché purtroppo non c'è un interruttore che si può usare di fronte alla violenza e alle barbarie, quindi preferisco tenere accesa la mente e pensare e capire cosa posso fare io perché tutto questo accada.
Non spengo perché non c'è un interruttore per spegnere l'ignoranza, ma anzi bisognerebbe tenere sempre accesa la volontà di conoscere e imparare perché la conoscenza e la curiosità servono a vivere una vita piena.
Non spengo perché l'interruttore su ciò che succede nel mondo ovvero la lente di ingrandimento o il traduttore per i miei figli sono io, quindi accanto a me io posso spiegare.
Non spengo perché voglio che la mia famiglia sia a conoscenza di tutto ciò che accade nel mondo per non vivere sotto un occhio di bue, ma con mille luci sempre accese.
Partendo da queste premesse è molto importante tradurre ciò che vedono, tranquillizzare e spiegare come queste cose che sembrano così lontane in verità nel nostro piccolo si vedono tutti i giorni.
La violenza non è solo sparare, insultare e picchiare, ma anche non permettere all'altro di spiegarsi, decidere di escludere chi non ci sta simpatico, prendere in giro qualcuno per come è.
So che quello che faccio è solo una goccia in un oceano, ma mi rendo conto che i miei figli sono curiosi, si fanno domande, non giudicano a prima vista e sono curiosi.
Allora io accendo la curiosità, la speranza, la fantasia e l'essere cittadini del mondo e spero di dare ai miei figli tutti gli strumenti necessari per decidere  da soli e con tutte le informazioni necessarie per farlo.

giovedì 27 novembre 2014

Cose a cui sono sopravvissuta parte 2

Altre cose a cui sento di essere sopravvissuta anche se con qualche ammaccatura sono:
- Il pianto dei bambini: io fatico molto a sopportare il pianto dei bambini in modo prolungato,mi trapana il cervello e a volte mi offusca il pensiero. Avere tre figli vuol dire aver sopportato ore e ore di pianto insistente...e nonostante abbia in qualche modo creato dei danni cerebrali sicuramente irreparabili, ha generato in me anche piccole strategie di sopravvivenza. Quando il pianto è prolungato e insistente io sogno di essere da un'altra parte su una spiaggia bianca con onde fragorose e mi estraneo....non sempre questo esercizio Zen avviene alla perfezione,ma quando riesce mi sento Mamma Zen.
- Pranzi e cene interrotte:quale mamma durante il suo pasto quotidiano non viene chiamata a viva voce da un suo figliolo che nel frattempo si era recato in bagno per essere pulito. Questo contatto con il cibo che entra e quello che esce provoca in ognuno di noi reazioni diverse....io ho provato vari esercizi Zen, ma nulla.....ormai ho lo stomaco di una poliziotta di C.S.I. resistente a qualsiasi cosa.
- Scleri adolescenziali: ovvero una ragazza molto bella che passa ore davanti allo specchio perché si vede brutta e nonostante tu continui a ripetere che non è così....lei non ci crede. Qui per sopravvivere conviene buttarla sul ridere e coccolare,coccolare e coccolare.
- Malattie terribili e misteriose: vomiti ripetuti, dissenterie improvvise, febbri da cavallo, puntini sconosciuti, malattie tropicali, ecco a tutto questo sono riuscita a sopravvivere nascondendo a papone le mie preoccupazioni (lui é molto più sensibile sull'argomento) e poi con dosi di razionalità..... Alcune volte in preda alla disperazione ho pianto....anche quello serve.

Comunque in generale le madri sono veramente invincibili :
esseri fragili e forti,tenere e dure e con stomaci di ferro.