mercoledì 22 febbraio 2017

THE DARK SIDE OF THE MUM

Non so se capita solo a me, ma credo di essere posseduta da diversi sentimenti materni. Questi sentimenti passano così velocemente dentro di me, che a volte mi sento come posseduta e incapace di capire quale è lo spirito guida del  mio essere mamma.
Riconosco che ho una pazienza a volte infinita e ho il dono dell'essere accomodante, ma a volte basta un niente a trasformare una soave frase nell'urlo di un'orchessa.
Capita che la carezza che sto facendo sul viso del mio bimbo vorrebbe trasformarsi in un pugno, ma poi so che non si fa e quindi stizzita mi alzo e cerco la fuga prima di compiere l'irreparabile.
Allora a volte mi soffermo a pensare a tutti i lati in ombra che possiede la maternità, ma che nessuno dice e cita....
Perché non è bello affermare che si stava meglio anche senza di loro e che a volte una settimana di tregua è un sacrosanto diritto.
 Non si può dire che non è bello alzarsi di notte e che a volte vorresti solo rimettere il cuscino sulla testa e fingere che non siano tuoi i bimbi che piangono.
Nessuno ti dice che le tue domeniche e le tue vacanze inizieranno alle ore 7,00 e quando riuscirai a dormire più di ore 8 ore sarà perché sei andata a letto alle 21,00.
Insegnare ai bimbi le cose è molto bello, ma rispondere alle domande imbarazzanti e continue e ripetitive è sfiancante.
Nessuno ti avvisa che da bei bimbi paciosi e sorridenti, si trasformeranno in bambini che ti rispondono ":::Il ca... che me ne frega:::" oppure improvvisano crisi di pianto interrotte di fronte a spettatori non paganti dentro un supermercato o davanti ad un'edicola.
Poi quando inizia la scuola nessuno ti dice che a volte ti sembra di addomesticare un asino più che di aiutare un bambino a fare un compito.
Sul cibo può accadere che nel giro di poche ore si trasformino da amanti dello Chef Rubio a giudici di Master Chef e quindi qualsiasi  cosa tu cucini il loro sguardo è "Vuoi che muoro???" e allora tu tenti di schivare i piatti lanciati e vorresti solo partire come Thelma e Luoise e non tornare più.
Certo poi di notte li metti a letto e vedi quei teneri faccini che riposano e un po' il cuore ti si stringe....ma non farti fregare Mamma, dentro di loro c'è un diavolo che dorme e appena la sveglia suonerà tu tornerai a voler fuggire lontano lontano.
Questo post vuole tentare di sdrammatizzare i vari sentimenti materni che albergano in ciascun rapporto madre e figli, ma che il più delle volte vengono celati e nascosti per non essere scambiate nella strega di Hansel e Gretel.Io lo dico a volte sono la strega , a volte sono la fata di Pinocchio, di nessuna di queste sfumature mi vergogno perché fanno di me la Mamma che sono: imperfetta, stanca,  amorevole e a volte distratta. Non mi vergogno di nessun pensiero e cerco sempre di equilibrarmi e mostrare entrambe le mie facce



venerdì 10 febbraio 2017

WALK IN THE WILD SIDE.

Mi capita spesso quando cammino di mettere in moto troppo il cervello e di perdermi nei gomitoli aggrovigliati dei miei pensieri. Sarà che è un periodo in cui sto facendo della manutenzione, ovvero ho iniziato a prendermi cura delle parti di me che cigolano e scricchiolano, quindi faccio fatica a fermare pensieri.
Mi interrogo sulle cose più banali come il mio modo di vestire, la cura del mio corpo e della mia casa e poi passo ad interrogativi più grandi: riuscirò ad accompagnare i miei figli nella loro crescita, ad essere presente nelle loro scelte senza giudicare, a dare a loro strumenti e valori a cui tornare quando si perdono.
Insomma i pensieri spaziano e raggiungono anche interrogativi che mi riguardano: posso riuscire a migliorarmi ancora? posso permettermi di essere ambiziosa senza essere presuntuosa? cosa posso fare per sciogliere alcuni nodi dei miei gomitoli? e dopo averli sciolti come sarò?
I pensieri poi vanno a incagliarsi anche tra i mille interrogativi della vita di coppia: sono una moglie paziente e attenta? Lui quando dice che va in un posto ci va davvero? come possiamo migliorare la nostra comunicazione?
Quando torno dalla passeggiate sono sudatissima, ma non per la fatica della corsa, ma per l'elucubrazione mentale che mi accompagna.
Non so se è utile porsi tutte queste domande, senza in realtà non rispondere a nessuna, a me fa sentire in fermento, in lievitazione.
Ciò che noto è che insieme a tutti questi pensieri fa capolino un po' di stanchezza e a volte avrei bisogno solo di spegnere la testa e lasciare andare. Sarà per questo che in questo periodo le serie tv leggere e giovali sono le mie migliori amiche, mentre i miei amati libri giacciono sul comodino.
Già perché quando la testa è già piena di sé, è difficile aprirla ad altre storie....tenendo anche presente che io lavoro con le storie e i problemi di altra gente....
Detto questo provo con la scrittura, mia grande amica, che spesso mi ha aiutata  e resa più consapevole e leggera.
Vediamo se buttando ogni pensiero sul foglio, poi riesco a prenderlo in mano e dagli una giusta collocazione. Io che da adolescente scrivevo poesie su pezzi di carta e li bruciavo.
Già perché la scrittura è utile più di mille parole e a volte è propio quando scrivi che capisci qualcosa in più di te.
E allora qualcuno dirà perché condividi i tuoi pensieri, perché non li tieni per te?
Spargere le mie parole in rete mi fa sentire meno sola e più ascoltata....perché quando scrivi pensi anche all'altro che potrebbe leggere e ritrovarsi in te. A me è accaduto e mi sono ritrovata in tante storie e tante parole. E allora viva la scrittura condivisa e che queste parole arrivino a tutti, a nessuno e a me.

venerdì 20 gennaio 2017

Tanti auguri a te....anche se non ci sei!

Domani é il tuo compleanno! 90 anni!Un grande traguardo.
Già ma quest'anno non ci sei.
É da quando sono piccola che ti sento dire che forse al giorno del tuo prossimo compleanno non ci saresti arrivata.
Quest'anno é la prima volta che hai mantenuto la promessa.Anche se in realtà non l'hai mantenuta fino in fondo.Sono giorni che ti inciampo adosso:
L'altro giorno ti ho visto nei panni piegati con cura lasciati sul tavolo della taverna. Poi ti ho sentito nel sapore del panino con l'uvetta che ho trovato sul tavolo della cucina. Poi quando ci sono giorni in cui l'unica cosa che vorrei é accarezzare le tue mani,basta che mi sfiori  il collo e il tuo filo di perle mi ricorda la tua morbidezza.
A volte mi ritrovo a ridere pensando alle tue barzellette e al fatto che spesso non ti ricordavi la fine. Anche il tuo profumo si presenta inaspettamente e d'improvviso so che ci sei. Quindi cara nonna volevo dirti che nemmeno quest'anno sei riuscita a non arrivare al tuo compleanno perché ci sei. Domani mattina quindi ti chiamerò e canterò a squarciagola Buon compleanno e poi ti preparerò una torta e soffierò le candele. Già perché anche quest'anno tu ti sei presentata al tuo compleanno e quindi festeggiamo. Festeggiamo la tua regale signoria e la tua buffa ironia, il tuo sorriso splendente e la tua eleganza bizzarra.
Buon compleanno nonna!

mercoledì 18 gennaio 2017

Preoccupazione è mamma.....

La parola preoccupazione sembra sia insita nel ruolo di una madre. I primi sintomi appaiono alla doppia riga del test di gravidanza e sembra non lascino più scampo.
Ci sono giorni in cui sembra affievvolirsi, ma poi basta poco per rinvigorirla e renderla forte e rigogliosa.
La preoccupazione ha quindi varie sfumature:
-  parte dai colori pastello con semplici interrogativi.
"Avrà mangiato abbastanza?" "Ma quello strano brufolino non l'avevo mai visto". "Chissà se ha capito le divisioni". "Non esce mai.....possibile?".
- si sposta poi sui colori caldi, accesi e gli interrogativi, diventano domande martellanti.
"Mangia poco, è troppo magra, non è normale." "Quel brufolino sembra aver cambiato forma, sarà un herpes, un' infezione, il morbillo?". "Non capisce le divisioni come farà con le frazioni?" .
-  si accende e diventa color fluo e quindi le domande martellanti diventano incubi ricorrenti.
"Ecco, questa bambina avrà sicuramente un problema allo stomaco....devo portarla da uno specialista". "Il brufolo è ingrossato, sarà una rara malattia tropicale....devo andare dal dermatologo." "Niente le divisioni non le sa.....ripeterà le elementari, non ce la farà mai." "E' sempre chiusa in camera, starà sviluppando una patologia psicopatica".

Io sono come mamma un po' arcobaleno, passo dai colori tenui al fluo, ai colori accesi e al non pormi nessuna domanda. Sento sempre, però, da quando sono nati i miei figli quella rughina nella mente, un fastidio che mi accompagna, una domandina presente. Questa perenne presenza che a volte mi rilassa perché mi tiene compagnia, a volte diventa ingombrante e molesta e non mi permette di accendere la mente.Io un po' a questa rughina lego il mio essere mamma.
La mamma è quella che si preoccupa perché non mangi (la mia perché mangiavo troppo), perché hai un dolorino mai avuto, perché hai una brutta cera, perché sei triste, perché non esci o esci troppo.
Essere mamma vuol dire preoccuparsi, avere sempre un pensiero acceso su qualcun altro.
La preoccupazione porta a essere sempre vigili e non pensare solo a sé, ma a sintonizzare il cuore su più frequenze e ad aprire la mente.
La preoccupazione spesso imballa, paralizza e genera confusione, ma questa è una caratteristica di chiunque abbia figli.
La preoccupazione va tenuta a bada e non sempre ascoltata fino alla fine, ma questo vale anche per tutte le madri che ascoltano le lagne dei lori figli e per sopravvivere staccano l'udito a metà.
La preoccupazione spinge a farsi domande, a non dormire sugli allori e questo vale per tutte le madri in genere....già perché quando nasce un figlio dormire non se parla e figuriamoci sugli allori.
Quindi alla fine, grazie preoccupazione perché con te sono nati i miei pensieri materni, catastrofici, altruistici e disorganizzati....da quando sei con me,  quella rughina fa parte del mio Dna.


giovedì 5 gennaio 2017

IN GIRO VI PORTO, MA....

Di ritorno da una mini vacanza a Firenze con i nani, papone e amici.

Firenze è stata la mia città dell'adolescenza, quando non si sapeva dove andare si saliva su un treno e si andava a Firenze.
Firenze la ricordo nelle calde serate estive, seduta vicino al ponte vecchio o in piazza della Signoria a sentire ragazzi che suonavano chitarre.
Firenze è per me Il giardino dei Boboli, dove perdersi nelle giornate estive e riposare sdraiati in mezzo ad uno splendido posto.
Ecco, Firenze in questi giorni è stata bellissima, spettacolare e maestosa come solo una città così sa essere...ma c'è un Ma.
Tutto ciò che si poteva vedere o visitare era a pagamento e non un cifra simbolica, pagamento proprio.
I bimbi pagavano meno certo, ma pagavano comunque. E qui mi sono resa conto che la cultura e le visite ai grandi e belli monumenti della nostra Italia non sono per tutti.
Noi abbiamo scelto e ci siamo limitati a vedere alcune chiese o musei solo da fuori.
Abbiamo pensato di fare un tour per bambini, quindi visita al Museo di Galileo Galilei, che merita veramente e agli Uffizi, con un libro per bambini che spiegava alcune opere. Mi sarebbe piaciuto passeggiare nei giardini di Boboli o visitare Santa Maria Novella, ma si è fatta una scelta.
Ho molto pensato a cosa poteva essere più interessante per loro e cosa poteva stuzzicare loro una certa curiosità perché diciamo la verità....portare i bambini in giro è un'impresa.
I bambini si svegliano al mattino e già chiedono:
Dove mangiamo oggi a mezzogiorno? Cosa c'è di colazione? Bisogna camminare? ma dopo dove andiamo? E se devo andare in bagno? Cosa c'è da vedere lì? Ma quanto ci vuole? e se c'è la fila? Ma si può giocare lì? Dopo guardiamo un po di tv? 
Ecco io di fronte a tutto ciò, non mi scoraggio e dico, ma si vedrai una volta in giro saranno bravi ed interessati.
Breve elenco delle nostri breve dis- avventure:

MUSEO DEGLI UFFIZI:
- Bimbo si perde sul terrazzo: ovvero mentre noi scendiamo al piano di sotto lui si ferma a giocare con un piccione. Perso qualche anno di vita, ma ritrovato.
- Bimba si appoggia ad una tenda convinta fosse il muro: ovvero lei si scatafascia a terra e quasi fa cadere la tenda. Intervento di una guardia museale, che la rincuora.

DUOMO:
- Bimba soffia sulle candele accese per i santi.
- Bimbo si inciampa in un gradino mentre scendiamo.

NELLE VIE DI FIRENZE:
- Bimba corre e dice che ha visto una cosa bellissima,( io spero abbia visto la cupola del duomo o il David di Michelangelo) lei mi prende per mano e mi conduce dentro il negozio Venchi a vedere la fontana di cioccolata.
- Bimbo che si ferma ad ogni negozio od edicola perché vuole a tutti i costi il pennino di piuma d'oca per scrivere. Mi elenca ben 10 motivi per cui lui deve avere quel pennino.

VIAGGIO DI RITORNO:
La domanda di rito: "Cosa vi è piaciuto di più di Firenze?" In coro: "La televisione in camera del B&B"....io sconsolata " e poi?". Bimbo "Il pennino". Bimba "La fontana di cioccolata."

Poi sotto tortura mi hanno confidato che a lei è piaciuto molto il museo di Galileo Galilei e a lui Il Ponte Vecchio illuminato.
Ecco io adoro viaggiare e adoro portarvi con me, ma a volte mi chiedo:
- Si ricorderanno tutto ciò che gli ho fatto vedere?
- Impareranno ad essere curiosi e attratti per tutto ciò che non conoscono?
- Avranno la passione di informarsi sui posti dove andranno?
- Riuscirò a trasmettere la passione per arte e cultura?
- Avrò arricchito la loro vita almeno un pochino?
Ecco questi i brevi quesiti al ritorno dalla minivacanza, perché io vi porto in giro, ma tutti questi ma mi frullano in testa ogni volta. Poi l'ottimismo prende il sopravvento e quindi Sabato tutti al Mudec a vedere la mostra di Basquiat.




giovedì 22 dicembre 2016

- 2 GIORNI A NATALE.

Pochi giorni a Natale ed io come sempre arrivo all'ultimo ad impacchettare e infiocchettare i regali per tutti.
Pochi giorni a Natale e per me anche se non sono cattolica, è la festa della famiglia, il momento di coltivare gli affetti e passare del tempo con le persone che amo.
Pochi giorni a Natale, ho già pensato al menù e la mia casa si sta preparando ad accogliere e a festeggiare con le nostre famiglie.
Pochi giorni a Natale.....e l'altro giorno mentre impacchettavo i regali e pensavo ai bigliettini, mi sei venuta in mente tu.
Questo sarà il mio primo Natale senza di te, senza pensare a quale regalo poteva piacerti ed illuminarti gli occhi per un poco.
Un Natale senza io che ti dica " Se vuoi le noccioline te le mastico io" e tu che mi rispondi "Dai Bambosa".Un Natale senza te che dici di essere piena dopo l'antipasto, ma poi con gentile compostezza ti mangi anche il resto.
Un Natale senza sentire le tue storie di un tempo, le vecchie canzoni, e le barzellette sporche per farti ridere.
Come sarà il Natale senza pensare chi si siede vicino alla nonna, la stanza è calda per la nonna, mangiamo presto perché poi la nonna si stanca, bambini salutate la nonna.....?

Sarà il Natale della mancanza, della nostalgia, del tuo ricordo sempre presente, di alcune lacrime (perché so che cadranno) e della tua collana di perle sul mio collo.
Sarà una festa per te che ci hai insegnato a coltivare gli affetti e a dedicarci agli altri, tu donna generosa che ti sei presa cura d'ognuno di noi e anche di più. Sarà la festa della nostra famiglia e delle tue storie, del nostro affetto e del tuo grande cuore.
Mancheranno le tue mani sempre morbide e profumate e il tuo spirito da bambina, mancheranno le tue richieste d'attenzione e le tue battute, mancheranno le tue gaffe e i tuoi ravioli di magro e la tua regale compostezza.
Pochi giorni a Natale ed io sono sicura che tu sarai lì con me, con noi,  perché in fondo non te ne sei mai andata.

mercoledì 14 dicembre 2016

Dicono Sia Asino (D.S.A )

Questa settimana dopo due lunghi anni il mio gioiello finirà la lunga trafila per certificazione D.S.A.
Questa avventura nel mondo Degli Studenti Asini a scuola, nasce dall'ultimo anno di materna quando in sede di restituzione colloquio finale ci segnalano che il nostro bimbo ha delle fragilità legate alla gestione dell'emotività e forse a qualcos'altro. In prima elementare iniziano le difficoltà. Lui tentenna e non vuole andare a scuola, inizia a manifestare delle difficoltà nella scrittura e una poca voglia di fare i compiti. Io all'inizio insisto e insisto, ma lui non migliora e si arrabbia.
Allora faccio un passo e decido di portarlo in un centro per capire cosa fare. Iniziano colloqui, test, esercizi da fare a casa, logopedia, lui sembra risollevato, ma l'avversità verso la scuola o i compiti non svanisce.
Durante l'estate iniziamo un percorso privato per valutazione D.S.A.: test, colloqui, ma manca uno scalino.
Questo scalino verrà salito questa settimana ed io non vedo l'ora.
Quello che rimane dietro a tutta questa storia sono le fatiche del mio bambino, che si è sempre sentito un po' un asino, un po' fannullone e distratto mentre non lo era.
Quello che rimane a me sono le lacrime versate, le varie strade che ho percorso per arrivare alla fine e i il non sapere cosa sarà dopo questo gradino.
Io sono felice di essere arrivata al dunque, ma poi questo dunque  servirà al mio Discolo Simpatico Allievo? Quello che spero e che lui non sia valutato per ciò che proprio non riesce a fare come dettati o mille domande a cui rispondere. Lui è un bimbo allegro, curioso e attento e il mio desiderio più grande è  che  ami la scuola, lo studio , l'apprendere. Voglio che coltivi la curiosità, la fantasia, la ricerca senza sentirsi sempre con qualcosa in meno.
Quello che spero per me è farmi meno sensi di colpa, capire che non c'entra niente e nessuno, che io ho fatto per ora del mio meglio e che lui sarà felice comunque.
Quindi tra qualche giorno salirò quel Dannatissimo Scalino Alto e poi dalla cima della scalinata vedremo che strada prendere per andare avanti.